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Blitz della polizia a Sidney

Categoria principale: ROOT Categoria: Notizie Creato: Lunedì, 15 Dicembre 2014 Pubblicato: Lunedì, 15 Dicembre 2014

Blitz della polizia alla caffetteria di Sydney dove per diverse ore un uomo armato ha tenuto in ostaggio decine di persone. Nel corso del blitz almeno due persone sarebbero rimaste uccise e quattro ferite, di cui tre in condizioni critiche. Tra i morti ci sarebbe anche il sequestratore, tra i feriti un poliziotto.

Blitz della polizia a Sidney

Il blitz delle forze dell'ordine è iniziato quando un gruppo di sei ostaggi è riuscito a fuggire. Si sono sentiti colpi di arma da fuoco per almeno 60 secondi. Al termine i paramedici sono entrati nella caffetteria, portando via delle persone in barella. Un robot antibomba manovrato dagli artificieri è entrato in azione nel locale alla ricerca di possibili ordigni.

Il sequestratore avrebbe fatto riferimento all'esistenza di quattro ordigni, due piazzati nel locale in cui si trova con gli ostaggi, altri due all'interno del distretto finanziario della città.

L'uomo si era barricato chiedendo di poter parlare con il primo ministro australiano Tony Abbott. Il sequestratore è un predicatore iraniano, chiamato Man Haron Monis, che ha ottenuto asilo in Australia. Haron è attualmente libero su cauzione in seguito a una serie di accuse per reati violenti ed è stato condannato per aver scritto lettere offensive a famiglie di soldati australiani deceduti.

Il sequestratore ha esposto alla finestra una bandiera nera islamica. Lo ha riferito un corrispondente della Bbc aggiungendo che successivamente l'uomo ha chiesto agli agenti di polizia di avere una bandiera dello Stato Islamico.

Il sequestratore poco prima di entrare nel bar aveva minacciato di morte un passante, Craig Stocker: l'uomo ha raccontato al Daily Telegraph che era appena uscito dal Lindt Cafè per dirigersi a un vicino ospedale quando è andato a sbattere contro un uomo che portava un'ingombrante sacca sportiva blu. Stocker ha detto all'uomo di fare attenzione e quello si è voltato dicendogli a muso duro: "Vuoi che spari anche a te?". "L'ho guardato negli occhi - ha aggiunto Stocker - e ho visto che aveva uno sguardo da pazzo. Mi sono molto spaventato". La sua descrizione del sequestratore combacia con quella dell'individuo poi visto attraverso la vetrina della cioccolateria mentre minacciava gli ostaggi.

"Non posso pensare a niente di più terrificante che trovarsi in una situazione di questo tipo e i nostri cuori sono con quelle persone", ha dichiarato il premier australiano Tony Abbott. "L'Australia è una società pacifica, aperta e generosa", ha sottolineato. Tutto è iniziato in mattinata (ora locale) all'arrivo della gente sul posto di lavoro nella zona di Martin Place. Testimoni hanno visto un uomo armato e con una borsa entrare nella cioccolateria dove al momento sembrava si trovassero dieci dipendenti e una trentina di clienti. Le forze dell'ordine hanno evacuato i vicini edifici e circondato l'intera zona. Dopo sei ore circa di assedio, tre persone sono uscite. E un'ora dopo altri due ostaggi sono stati liberati.

Tra gli ostaggi nessun italiano, secondo quanto ha reso noto il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni.

Intanto, su siti arabi e non solo, tanti i messaggi che inneggiano al sequestratore. "Oh eroi, uccidete tutti gli ostaggi. L'Australia e tutti i Paesi del mondo - scrive un lettore a commento di un articolo pubblicato sul sito della tv qatariota al-Jazeera - devono capire che sono stati loro a iniziare". Il lettore chiede quindi di "uccidere tutti gli ostaggi, perché il loro Paese che fa appelli alla libertà, ci attacca e ci bombarda. Non abbiate pietà dei loro popoli, perché loro sono come i governi che eleggono. Uccideteli tutti e distruggeteli, come loro fanno con noi. Fate in modo che spendano il loro denaro per proteggere sé stessi e non per bombardarci".

Non mancano i commenti di lettori che condannano il sequestro di Sydney, che sono la maggioranza sul sito di al-Arabiya, tv satellitare concorrente di al-Jazeera. Ma anche sul sito della Cnn in lingua araba si contano decine di messaggi a favore del sequestratore. "Tanti auguri agli australiani - si legge in uno dei commenti - questo è solo l'inizio". Un gruppo di oltre 40 organizzazioni musulmane attive in Australia ha condannato il sequestro, definito un "atto spregevole". "Rifiutiamo - si legge nella nota congiunta dei 40 gruppi musulmani - ogni tentativo di colpire la vita di qualunque essere umano innocente o di infondere paura e terrore nei loro cuori". Poco prima anche il Gran Mufti di Australia, Ibrahim Abu Mohamed, e il Consiglio nazionale degli Imam avevano condannato con fermezza il sequestro, definendolo come un "atto criminale" e sostenendo che "questo genere di azioni è condannato dall'Islam".

Intanto la comunità ebraica australiana ha deciso la massima allerta per tutte le sue scuole e istituzioni. Secondo il sito Australian Jewish News, sono state cancellate tutte le gite scolastiche e varate misure di sicurezza più strette. Il Community Security Group, ovvero il gruppo responsabile della sicurezza in seno alla comunità ebraica, ha invitato gli ebrei australiani a rimanere vigili e a segnalare oggetti o attività sospette.

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