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L'ultima partita di Lauren Hill

Categoria principale: ROOT Categoria: Notizie Creato: Venerdì, 10 Aprile 2015 Pubblicato: Venerdì, 10 Aprile 2015

Lauren Hill non ce l'ha fatta. La 19/enne dell'Indiana che aveva espresso il desiderio di giocare nei campionati di basket studenteschi prima di morire si e' spenta la notte scorsa. Soffriva di una rara forma di cancro al cervello.

Lauren Hill

La storia di Lauren aveva fatto il giro del mondo alla fine dell'anno scorso quando la sua università, Mount Saint Joseph, d'accordo con Ncaa (National collegiate athletic association) aveva anticipato il campionato di due settimane proprio per permetterle di giocare, perche' le previsioni dei medici non le davano speranze e nemmeno molto tempo.

Cosi' lo scorso due novembre, Lauren era scesa in campo segnando anche quattro punti con la vittoria finale della sua squadra per 66-55 contro Hiram College. Ed era stata lei inoltre a realizzare il primo canestro dell'incontro. Alla fine della partita Lauren aveva lasciato il campo salutata da una standing ovation e con la gran parte degli spettatori in lacrime, commossi per la toccante vicenda. "Non chiamatela la mia ultima partita - aveva detto - dite invece che e' stato il mio primo match a livello di college. Io non mi sono mai sentita cosi bene in vita mia". Dopo l'incontro Lauren era stata anche premiata dalla stampa, con un riconoscimento di solito conferito a chi nel corso della stagione cestistica si mette in evidenza come esempio da seguire e di coraggio. Lauren ha fatto di piu': e' riuscita anche a raccogliere quasi un milione e mezzo di dollari per la ricerca pediatrica sul cancro.

L'incubo per Lauren era cominciato durante l'ultimo anno di liceo quando le venne diagnosticato un tumore inoperabile al cervello. Nel frattempo si era anche iscritta alla Mount Saint Joseph University proprio per giocare nella sua squadra di basket. E nonostante i medici avessero emesso per lei una sentenza senza speranza, Lauren non si era mai persa d'animo, preoccupandosi piuttosto di poter continuare giocare. Lo ha fatto fino alla fine, nonostante la chemioterapia. Sapendo che le restava poco da vivere, la giovane aveva poi espresso il desiderio di giocare almeno una partita durante una festa di compleanno organizzata per lei dalla sua squadra: "Non ho mai ceduto - disse in quell'occasione - non ho mai pensato di rinunciare alla vita". 

 

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