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Riforma delle pensioni 2016

Categoria principale: ROOT Categoria: Notizie Creato: Martedì, 01 Novembre 2016 Pubblicato: Martedì, 01 Novembre 2016

Dopo anni di discussione Governo e sindacati hanno firmato il 28 Settembre 2016 il verbale con le modifiche da approvare entro la fine del 2016 alla legge Fornero. Il documento prevede alcune linee di intervento che sono state inserite nella legge di bilancio approvata dal Governo il 15 Ottobre 2016 e attualmente in discussione in Parlamento. Le modifiche in arrivo sono qui sotto sinteticamente riportate (per ragioni di spazio) a cui si rimanda per ulteriori approfondimenti.

Riforma Pensioni 2016

Uscita Anticipata a 63 anni attraverso il prestito previdenziale 
L'APE (acronimo di anticipo pensionistico) consentirà dal 1° maggio 2017 a tutti i lavoratori che hanno raggiunto i 63 anni di chiedere un prestito erogato dall'Inps per il tramite di banche ed assicurazioni, il cui valore è rapportato alla pensione futura, sino al perfezionamento degli ordinari requisiti per la pensione di vecchiaia. La misura sarà sperimentale, durerà due anni, sino al 31 dicembre 2018. La somma dovrà essere restituita con un prelievo ventennale sulla pensione definitiva. Per accedere all'APe volontario il lavoratore deve possedere almeno 20 anni di contributi, deve trovarsi a non più di 3 anni e 7 mesi dalla pensione di vecchiaia ed il valore della pensione deve risultare non inferiore a circa 700 euro lordi al mese (1,4 volte il trattamento minimo Inps). All'operazione potranno partecipare anche le imprese versando una contribuzione all'Inps in grado di far incrementare la pensione del lavoratore e, quindi, contenendo o azzerando del tutto la rata di restituzione del prestito pensionistico

Per i lavoratori che rientrano in quattro specifici profili di tutela (disoccupati, invalidi, chi assiste disabili o svolge lavori difficoltosi o rischiosi) ci sarà un sussidio di accompagnamento alla pensione il cui valore sarà rapportato alla pensione futura entro comunque un tetto di 1.500 euro al mese (cd. APE Sociale). Il sussidio è interamente a carico dello Stato e, pertanto, a differenza dell'APe volontario non prevede alcuna decurtazione sul valore finale della pensione. Per l'accesso al sussidio bisognerà dimostrare il possesso di almeno 30 anni di contributi, 36 anni per chi svolge lavori difficoltosi o rischiosi. Anche il sussidio avrà natura sperimentale, durerà dal 1° maggio 2017 al 31 dicembre 2018, e coinvolgerà i lavoratori che hanno raggiunto il 63° anno di età. L'agevolazione sarà riconosciuta nell'ambito di risorse programmate. (Qui ulteriori dettagli sul Piano presentato dal Governo). 

A questi strumenti sarà abbinata anche la RITA, cioè la rendita integrativa temporanea anticipata: il lavoratore potrà chiedere l'erogazione della pensione complementare, anche solo parzialmente, prima del perfezionamento dell'età per il pensionamento di vecchiaia in modo da integrare il reddito in attesa della pensione. 

Carriere Discontinue
Ci sarà un intervento sui lavoratori che hanno carriere discontinue consistente nella possibilità di cumulare gratuitamente senza limiti i periodi assicurativi accreditati in fondi di previdenza differenti senza dover sopportare necessariamente oneri di ricongiungimento dei contributi o accettando un calcolo dell'assegno meno favorevole (qui sono disponibili ulteriori dettagli sulla misura).

Pensioni Basse
La Legge di Bilancio prevede un aiuto ai pensionati con redditi bassi attraverso un incremento della quattordicesima e un ampliamento della no-tax area dei pensionati (qui i dettagli della misura);

Mestieri Usuranti
La manovra contiene una serie di migliorie volte a rendere più agevole il pensionamento degli addetti ai lavori usuranti come individuati dal decreto legislativo 67/2011 (qui i dettagli dell'intervento) in cui perimetro, è bene ricordarlo, non viene modificato. 

Lavoro Precoce
Ancora un ulteriore intervento riguarda il riconoscimento, seppur in modo parziale e limitato, del lavoro precoce. In particolare, ai lavoratori che hanno lavorato almeno 12 mesi prima del 19° anno di età, e che appartengono a cinque profili di tutela (disoccupati, invalidi, con parenti disabili da assistere o che hanno svolto lavori difficoltosi o rischiosi, oppure chi ha svolto mestieri considerati usuranti ai sensi del Dlgs 67/2011) avranno la possibilità dal 1° maggio 2017 di andare in pensione con 41 anni di contributi a prescindere dall'età anagrafica (qui i dettagli dell'intervento). La misura sarà riconosciuta nell'ambito di risorse programmate. Per i precoci si prevede, inoltre, lo stop alla penalizzazione per le uscite prima del 62° anno di età (qui i dettagli dell'intervento).

Salvaguardia Pensionistica
Chiude il pacchetto pensioni la presenza di una ottava salvaguardia pensionistica in favore di altri 27.700 lavoratori. La misura estende ulteriormente il perimetro dei lavoratori derogati dalla Legge Fornero da uno a due anni i profili di tutela aperti con l'ultima salvaguardia (qui ulteriori dettagli sulla misura).

Aliquote Partite Iva
La manovra reca, a decorrere dall’anno 2017, per i lavoratori autonomi, titolari di posizione fiscale ai fini dell'imposta sul valore aggiunto, iscritti alla gestione separata che non risultino iscritti ad altre gestioni di previdenza obbligatoria né pensionati, la riduzione dell'aliquota contributiva al 25 per cento.

Fondi di solidarietà
E' previsto un contributo statale per il finanziamento delle prestazioni straordinarie di sostegno al reddito erogate dai Fondi di solidarietà settoriali per accompagnare alla pensione i lavoratori coinvolti in piani di ristrutturazione o crisi aziendale. 

Altre misure in discussione
Sullo sfondo ci sono anche altre misure che saranno affrontate in una seconda fase, all'inizio del 2017, che possiamo definire minori ma non certo meno importanti come il rilancio della previdenza integrativa, una revisione degli adeguamenti alla speranza di vita, una indicizzazione più generosa delle pensioni, modifiche per tutelare il reddito pensionistico dei giovani lavoratori nel contributivo puro anche attraverso una pensione contributiva di garanzia in grado di sopperire alla mancanza dell'integrazione al minimo per le pensioni erogate con il contributivo. Da segnalare anche la volontà di riconoscere ai fini previdenziali il lavoro di cura familiare e la separazione tra assistenza e previdenza.

Appaiono ormai superate, pertanto, le varie proposte che in questi anni hanno tenuto banco e polarizzato l'opinione pubblica. Come la quota 100, il ricalcolo contributivo, il Piano Boeri ma anche il programma sui pensionamenti flessibili proposti dall'Onorevole Damiano nel 2013 nella pdl 857. Un piano che, come noto, prevedeva il "raffreddamento" della quota di assegno calcolata con il vecchio metodo retributivo in funzione dell'età anagrafica e di quella contributiva in cambio di un'uscita a partire dai 62 anni e 35 di contributi. Il costo di tali modifiche sarebbe stato pari a 8,5 miliardi di euro. Mentre il Governo per avrebbe intenzione di mettere a disposizione  7 miliardi di euro nell'arco dei prossimi tre anni. 

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