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Morto Fidel Castro

Categoria principale: ROOT Categoria: Notizie Creato: Sabato, 26 Novembre 2016 Pubblicato: Sabato, 26 Novembre 2016

(LaPresse) Il presidente cubano Raul Castro annuncia in tv la morte del Lider Maximo, padre della rivoluzione, avvenuta il 25 novembre alle 22.29

Fidel Castro

Ex presidente cubano, leader della rivoluzione comunista dell’isola, è morto all’età di 90 anni. Lo ha annunciato la tv di Stato cubana. Fidel Castro, “lider maximo”, sarà cremato nelle prossime ore. Lo ha precisato il fratello Raul Castro, attuale presidente di Cuba, confermandone la morte con un intervento in tv. Raul Castro ha concluso il suo annuncio con lo slogan tanto caro al fratello maggiore che gli aveva trasferito tutti i poteri nel 2008: «Hasta la victoria, siempre».

Fidel Castro, eroe e simbolo per la sinistra e dittatore sanguinario per i nemici, è stato protagonista della politica dell’isola e non solo per quasi sessant'anni, sulla scia della sua battaglia contro la maggior potenza del mondo, gli Stati Uniti.

Nato il 13 agosto 1926 a Biran, figlio del proprietario terriero spagnolo Angel Castro e della cubana Lina Ruz, ha studiato prima nei collegi La Salle e Dolores di Santiago de Cuba, poi, dal 1941 al 1945, a L’Avana, nella scuola gesuita di Belen, periodo che incide fortemente nella sua formazione culturale, così come in quella del fratello, Raul.

Qualche anno dopo la laurea in legge si candida alle presidenziali, progetto subito frustrato per il golpe del 10 marzo di Fulgencio Batista. La sua risposta è l’assalto alla Caserma della Moncada, il 26 luglio 1953. Per Fidel fu un disastro: i ribelli furono catturati e 80 di loro fucilati.

Castro è condannato a 15 anni di prigione e, nella sua difesa finale, pronuncia il famoso discorso su 'La storia mi assolverà', in cui delinea il suo sogno-progetto rivoluzionario. Dopo il carcere, amnistiato, va in esilio negli Usa, poi in Messico: è qui che conosce Ernesto Guevara.

Insieme al 'Che', Raul ed altri 79 volontari, nel'56 sbarca nell'isola a bordo del 'Granma'. Il gruppo, sorpreso dalle truppe di Batista, è decimato: in 21 riescono a rifugiarsi nella Sierra Maestra. I due anni di guerriglia mettono alle corde il dittatore. Il primo gennaio 1959, i 'barbudos' entrano trionfalmente a L'Avana. Castro lo fa qualche giorno dopo.

Fino al trionfo della 'revolucion', l'isola viveva del commercio con Washington. Dopo la presa del potere di Fidel, il paese divenne un campo di battaglia della Guerra fredda. Cuba riesce comunque a resistere al duro embargo americano e a un attacco militare, quello della 'Baia dei Porci', organizzato dalla Cia formato da cubani reclutati all’estero. E’ poi stata al centro della crisi dei missili nel 1962 che ha rischiato di trascinare il mondo in una guerra nucleare mondiale.

Fidel è stato per decenni il 'nemico numero uno' di Washington: con il risultato che, mentre accresceva la sua dipendenza dall’Urss, appoggiava i movimenti marxisti e le guerriglie in America Latina e in Africa, diventando tra i leader del movimento dei Paesi non Allineati.

Nel frattempo, si sposa con Dalia Soto del Valle. Hanno cinque figli: Alexis, Alexander, Alejandro, Antonio e Angel. Il 'lider maximo', con una vita privata nella quale realtà e romanzo si sono spesso intrecciati, è 'sopravvissuto' a dieci presidenti degli Stati Uniti e - ha più volte ricordato - a numerosi attentati.

Perfino nel crepuscolo del suo mandato, Fidel e il sistema politico cubano sono riusciti nel bene e nel male a resistere alla disintegrazione socialista e al crollo dell’Urss nel ’91.

Per i cubani, Castro è stato il 'Comandante', oppure semplicemente Fidel. Ha sempre ostentato una particolare devozione per le cifre e i dati, nascondendo invece alcune caratteristiche come il pudore e lo scarso interesse, raro per un cubano, per la musica e il ballo.

Noto per le sue capacità oratorie, tanto che era capace di parlare per ore alla tv di Stato, ha sempre avuto una salute di ferro fino all’improvvisa e grave emorragia all’intestino avuta al rientro di un viaggio dall’Argentina poco prima di compiere 80 anni. Malato, ha infine delegato il potere al fratello Raul, prima in modo provvisorio il 31 luglio 2006, poi definitivamente nel febbraio 2008.

Fidel Castro ha fatto in tempo a vedere una nuova Cuba più 'raulista', tra una serie di riforme economiche e la mano ferma del potere sul fronte politico: di sicuro una transizione, la cui portata è però ancora difficile da capire.

Una data chiave della nuova era è il 17 dicembre 2014: quel giorno, a sorpresa e con la mediazione di Bergoglio, L’Avana e Washington annunciano il 'disgelo' bilaterale. Fidel assiste da lontano al 'deshielo', ogni tanto scrive qualcosa ribadendo concetti quali la 'sovranità nazionale' e il 'no all’impero'. Ma in sostanza a dettare il ritmo dei cambiamenti ormai è Raul.

“Dato per morto” più volte dai social network, e con lunghi periodi di assenza dal pubblico, i limiti al suo mandato Fidel li aveva fissati nel 2003, dirigendosi ai cubani: «Rimarrò con voi, se lo volete, finchè avrò la consapevolezza di poter essere utile, se prima non lo decide la stessa natura. Né un un minuto prima né un secondo dopo».

 

 

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