L’album Cutthroat degli Shame, recensito su Sentireascoltare, rappresenta un’evoluzione nel percorso della band. È il loro quarto lavoro e il primo prodotto da John Congleton. Pur mantenendo la consueta energia e teatralità, il disco mostra un approccio più ordinato e meno caotico rispetto agli esordi.
Punti salienti del disco:
- Stile musicale: Meno furia punk, più struttura e lucidità. Il suono è più levigato e controllato.
- Brani significativi:
- Cutthroat: esprime il dualismo tra arroganza e fragilità, con influenze dance-punk.
- Quiet Life: riff rockabilly sporco, pensato per l’esplosività live.
- Axis of Evil e Lampião: sperimentazioni elettroniche che richiamano Depeche Mode e New Order.
- Spartak: atmosfere country-Americana con la consueta ironia corrosiva.
Considerazioni generali:
- L’album è energico e funziona bene dal vivo.
- Alcune tracce si avvicinano a un indie-rock più rassicurante, perdendo parte della loro abrasività.
- Non è un tradimento della loro identità, ma una fase di assestamento e riflessione.
In sintesi, Cutthroat è un disco che mostra maturità e voglia di sperimentare, pur scegliendo di limare e mettere ordine piuttosto che rivoluzionare.